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Il Modello D

Come abbiamo progettato AbacusCalla

Esaminiamo in dettaglio le Classi di Entrate ed Uscite per vedere come devono essere classificati i movimenti.

Le prime 5 Classi, o Sezioni come troviamo indicato spesso, riguardano le entrate e le uscite della gestione.

Sezione A: Attività di interesse generale

Sezione B: Attività diverse

Sezione C: Per Raccolte Fondi

Sezione D: Attività finanziarie e patrimoniali

Sezione E: Entrate e Uscite di supporto generale

Sezione “Entrate/Uscite da investimenti in immobilizzazioni o da deflussi di capitale di terzi

Al rendiconto per cassa della gestione è stata aggiunta questa sezione per la rendicontazione dei movimenti su cespiti e mezzi finanziari che nel rendiconto gestionale non compaiono, in quanto di natura esclusivamente patrimoniale.

Guarda un video dedicato al Modello D

Il Rendiconto per cassa degli Enti del Terzo Settore

I riferimenti normativi

Documentazione

Focus sul Modello D Ministeriale

Esaminiamo in dettaglio le Classi di Entrate ed Uscite per vedere come devono essere classificati i movimenti.

Le prime 5 Classi, o Sezioni come troviamo indicato spesso, riguardano le entrate e le uscite della gestione.

Sezione A: Attività di interesse generale

Sezione B: Attività diverse

Sezione C: Per Raccolte Fondi

Sezione D: Attività finanziarie e patrimoniali

Sezione E: Entrate e Uscite di supporto generale

Sezione “Entrate/Uscite da investimenti in immobilizzazioni o da deflussi di capitale di terzi

Al rendiconto per cassa della gestione è stata aggiunta questa sezione per la rendicontazione dei movimenti su cespiti e mezzi finanziari che nel rendiconto gestionale non compaiono, in quanto di natura esclusivamente patrimoniale.

Impresa commerciale o Impresa NON commerciale?

L’art. 3 del decreto così recita:

Le attività diverse di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 si considerano secondarie rispetto alle attività di interesse generale qualora, in ciascun esercizio, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) i relativi ricavi non siano superiori al 30% delle entrate complessive dell’ente del Terzo settore;
b) i relativi ricavi non siano superiori al 66% dei costi complessivi dell’ente del Terzo settore.

L’articolo prosegue stabilendo le modalità di effettuazione di questo test sui numeri di bilancio e dando importanti indicazioni, tra cui:

Ai costi rendicontati di natura “contabile”, possono essere aggiunti i seguenti costi “figurativi”:
 I costi figurativi dei volontari (in base a ore prestate e costo orario da contratto collettivo)
–  Le erogazioni gratuite di beni e servizi per il loro valore normale
–  La differenza tra il valore normale dei beni o servizi acquistati e il loro costo effettivo di acquisto
.

Per questo motivo abbiamo previsto nella nostra soluzione informatica le funzionalità necessarie al calcolo di Costi e Proventi figurativi. Rimandiamo alla voce successiva per un breve approfondimento sul tema.

Costi e Proventi Figurativi

CAUSALECOSTIPROVENTI
Materie prime ricevute da punto della grande distribuzione a titolo gratuito nel mese di novembre
= 22 ritiri x  450€ valore medio

9.900 €
Pasti distribuiti nel mese di novembre4.113 p. x € 4 cad.
16.452 €
Attività gratuita dei volontari nel mese di novembre18 vol x 2h al dì x 22 gg x 8€ h
6.336 €
TOTALE
22.788 €

9.900 €

Se si consideri che il rendiconto gestionale dell’ETS ha un valore medio di circa 60.000 € l’anno di ricavi e che i dati qui riportati sono assolutamente parziali e sottostimati, è evidente l’impatto dell’ente nella lotta allo spreco e alla povertà sociale e il valore dell’impegno attivo dei volontari.

LA CALLA ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO - ETS

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